Servant leadership: quando la priorità è la crescita degli altri

da Redazione | 21 Maggio 2024 | Direction |

Cos’è in concreto la Servant Leadership? In un mondo del lavoro – ma forse potremmo semplicemente dire in un mondo – caratterizzato da un elevato livello di complessità qual è quello attuale, è inevitabile che molti concetti debbano essere ripensati. Alla parola “leadership”, per esempio, viene naturale associare l’idea di autorità e di comando ma per il contesto attuale funzionano sicuramente meglio altri tipi di leadership “a gerarchia distribuita” o orizzontale, in cui il leader è in realtà al servizio del team che si trova a guidare. Veniamo così al concetto di “Servant Leadership”, un’idea che in realtà è stata messa nero su bianco negli anni ’70 da Robert Greenleaf (1904-1970), manager di AT&T che nel corso della sua trentennale carriera ebbe modo di capire che i migliori leader sono quelli che si mettono al servizio del team che devono gestire, lavorando per sviluppare il potenziale di ciascuno e da ciascuno trarre il meglio.

I sette pilastri della servant leadership

È facile capire che un simile stile di leadership richiede ai leader in questione lo sviluppo di determinate soft skill; in particolare possiamo identificare sette pilastri della servant leadership, che sono i seguenti:

  • Ascolto: la capacità di ascolto è naturalmente indispensabile se il nostro obiettivo è valorizzare le persone che lavorano con noi;
  • Empatia: mettersi nei panni degli altri aiuta il leader a capire quali sono gli ostacoli da superare, ad abbracciare prospettive diverse e a creare un ambiente di lavoro inclusivo e accogliente;
  • Consapevolezza: i servant leader conoscono l’impatto delle loro decisioni sui membri del team e lavorano affinché il processo decisionale possa essere condiviso piuttosto che semplicemente calato dall’alto;
  • Persuasione: saper motivare le proprie decisioni aiuta a creare un clima di collaborazione e di condivisione degli obiettivi;
  • Cura: la capacità di prendersi cura degli altri favorendo la loro crescita personale e agevolando i processi di apprendimento è indispensabile per un leader il cui obiettivo è la valorizzazione del gruppo.
  • Lungimiranza: i servant leader sanno anticipare le sfide del futuro e sono in grado di guidare i loro team in condizioni di incertezza;
  • Visione: i servant leader sanno agire nel presente senza perdere di vista il contesto e gli obiettivi generali; la capacità di sviluppare strategie a lungo termine è una caratteristica dei servant leader.

I vantaggi

I vantaggi di questo tipo di leadership sono evidenti: in primo luogo infatti il servant leader riesce a creare il coinvolgimento, la motivazione e a sviluppare nel team le competenze necessarie affinché si possano raggiungere gli obiettivi stabiliti. È noto che la produttività di un team motivato è migliore rispetto a quella di un ambiente in cui le decisioni vengono semplicemente calate dall’alto e senza dubbio anche il turnover delle persone viene sensibilmente ridotto, con tutti i vantaggi che questo comporta.

Esempi di servant leadership

Non mancano nella storia esempi illustri di servant leader: da politici illuminati come  Nelson Mandela a Gandhi a imprenditori di successo come Howard Schulz di Starbucks o Warren Buffet di Berkshire Hathaway: persone che hanno messo in secondo piano l’autorità a favore dell’autorevolezza e hanno capito che la leadership è reale solo se condivisa.

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