HR, tecnologia e sicurezza: le nuove competenze per i professionisti delle risorse umane

da Redazione | 12 Giugno 2024 | Direction |

Abbiamo più volte parlato di come il processo di trasformazione digitale sia pervasivo, dentro e fuori il mondo del lavoro. A livello aziendale, si tratta di un cambiamento che chiama in causa tutti, e che richiede a tutti di aggiornare e ridefinire le proprie competenze, nessuno escluso.

Per quanto riguarda poi il ruolo specifico delle HR, questo è vero a più livelli.

Da una parte infatti, i professionisti delle Risorse Umane devono conoscere e saper utilizzare tutti gli strumenti tecnologici capaci di facilitare e velocizzare il loro lavoro (dai software per il recruiting a quelli per l’analisi dei dati delle risorse umane); dall’altra devono conoscere perfettamente il modo in cui la tecnologia impatta sul contesto aziendale e quali cambiamenti produce sul modo di lavorare delle persone.

Le sfide della digital transformation per gli HR manager

Quali sono gli strumenti tecnologici che possono aiutare le persone a svolgere le proprie mansioni nel modo più efficace? Come gestire la presenza dell’Intelligenza Artificiale in modo che le persone non si sentano minacciate? E. poi: come creare in azienda una cultura della sicurezza informatica, dato che, secondo il  Global Risks Report 2023 firmato dal World Economic Forum ,“cybercrime diffuso e cyber insecurity” sono tra i dieci rischi più gravi che dovremo affrontare a livello globale da qui a due anni (e continueranno a essere talei per il prossimo decennio)?

Rischi e prevenzione

Questo punto, in particolare, merita un approfondimento.

Il fatto che la tecnologia eserciti un ruolo sempre più essenziale nella nostra vita ci espone naturalmente anche a dei rischi, che minacciano addirittura il tessuto economico e sociale del mondo in cui viviamo. In particolare, questo rischio sembra essere decisamente elevato in Italia, se si pensa che secondo il  Rapporto Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) nell’arco di tempo che va dal 2018 al 2023 il nostro Paese ha registrato un aumento degli incidenti informatici pari al 300%, contro una media globale del 61%.

Una cultura diffusa della sicurezza

A fronte di questi dati è chiaro che è assolutamente necessaria una cultura della sicurezza informatica diffusa e che è compito anche delle Risorse Umane garantire che le basi di questa disciplina siano patrimonio comune in azienda dato che, nella maggior parte dei casi, sono proprio errori da parte dei dipendenti a mettere a rischio la sicurezza aziendale.

Al riparo dagli errori

Non riconoscere un’email di phishing, scegliere password poco sicure o non cambiarle con sufficiente frequenza, fare un utilizzo scorretto dei dispositivi aziendali e personali: tutto questo deve essere oggetto di una formazione continua all’interno dell’azienda. Secondo una ricerca realizzata dalla Advanced Computing Systems Association, infatti, a fronte di un intervento formativo in materia, i dipendenti riescono a identificare una mail di phishing fino a circa quattro mesi dopo il corso, mentre già dopo sei tendono a dimenticare quanto imparato.

Affidarsi a strumenti come i firewall oggi non basta più: il patrimonio di conoscenze personali è la difesa più preziosa dagli attacchi sempre più spesso che mettono a rischio il nostro lavoro e possono avere conseguenze anche gravi a livello economico e personale.

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